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Pubblicato il 10/09/2018

perdite in gravidanza

Perdite in gravidanza: quando sono preoccupanti?

Durante i nove mesi di gestazione una donna può assistere al verificarsi di differenti tipi di perdite vaginali. A seconda delle loro caratteristiche queste possono rappresentare un evento del tutto normale, oppure un campanello d'allarme per la salute della mamma e del nascituro.

Scoprire sul proprio slip qualche goccia di sangue o di liquido biancastro durante la gravidanza è una delle paure più diffuse tra le donne incinte. Rosa, marroni, biancastre o acquose le perdite rappresentano sempre una fonte di forte preoccupazione per le future mamme.

Cosa significano queste perdite e quando è necessario consultare uno specialista? Durante il primo trimestre di gravidanza si possono verificare delle normali e frequenti perdite di sangue. Se queste avvengono durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza, invece, potrebbero essere sintomi di qualche complicazione. Perdite marroni, ad esempio, si verificano di norma dopo circa due settimane dal concepimento, lievi ed asintomatiche, sono anche chiamate "perdite da impianto" e sono causate dallo stanziamento dell'ovulo fecondato nell'utero. Perdite di sangue rosa, invece, sono anch'esse piuttosto comuni e potrebbero essere dovute a dilatazioni o abrasioni del collo dell'utero. Ci sono casi in cui le perdite di sangue sono accompagnate da dolori addominali intensi e copiosi, indice di una possibile minaccia d'aborto, distacco della placenta o travaglio prematuro. In questo caso è assolutamente necessario rivolgersi ad uno specialista nel più breve tempo possibile. Perdite bianche in gravidanza, invece, sono fisiologiche e legate all'aumento del livello di estrogeni e sono definite "leucorrea gravidica". Perdite bianche e acquose hanno origine dalla cervice o dalla vagina e qualora divenissero frequenti, copiose ed incontrollabili potrebbero rappresentare un fenomeno da tenere sotto controllo. Alle volte la loro consistenza e quantità cambia, in questo caso è bene rivolgersi al medico poiché potrebbe essere in corso una possibile rottura delle acque. Nel caso in cui queste si verifichino a ridosso del parto potrebbero indicare un'infezione, se accompagnate a bruciore vaginale.

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