Cos'è il Polidramnios? I pericoli del liquido amniotico in eccesso

Pubblicato il 11/09/2018

polidramnios e liquido amniotico

Il liquido amniotico, una culla d'acqua

Il liquido amniotico è una sostanza composta per la maggior parte da acqua, proteine, sali minerali e cellule fetali. Questo liquido svolge diverse funzioni, fondamentali per lo sviluppo del feto: esso possiede infatti alcuni enzimi con proprietà antisettiche che proteggono il bambino dal rischio d'infezioni ed altri che ne favoriscono il corretto funzionamento polmonare. Di norma il liquido amniotico aumenta progressivamente sino al quinto mese di gestazione, con una media di 800/1000 ml alla 31a settimana, per poi diminuire fino al termine della gravidanza, con circa 700 ml di media.

Polidramnios, i rischi del liquido amniotico in eccesso

Nel 2% delle gravidanze si verifica quello che viene definito "polidramnios", ovvero una quantità eccessiva di liquido amniotico che, nella maggior parte dei casi, non è grave per la salute di mamma e figlio. È importante eseguire degli esami che permettano di rilevarne la giusta quantità, il cosiddetto AFI, l'Indice di Fluido Amniotico. La presenza di un'eccessiva quantità di liquido potrebbe rappresentare il campanello d'allarme di una malformazione fetale o una patologia materna. Tra le cause di questa condizione c'è un disequilibrio tra la produzione di liquido ed il suo riassorbimento: il diabete gestazionale è una tra le cause più frequenti, un'infezione della madre come la toxoplasmosi oppure un'anomalia digestiva, cromosomica, della parete addominale o del sistema nervoso centrale del bambino.

Tra i sintomi più frequenti del polidramnios vi sono: difficoltà nella digestione, utero ingrossato, gonfiore alle gambe, disturbi addominali, affanno ed emorroidi. Segnali di allarme potrebbero essere anche un brusco aumento ponderale o problemi all'apparato respiratorio. I rischi più gravi legati a questa condizione sono la possibilità di un parto prematuro che potrebbe essere causato dalla forte pressione esercitata dal liquido, con conseguente rottura delle acque ed inizio delle contrazioni.

Come prevenire questa condizione? Come riporta l'articolo di Pianeta Mamma è sufficiente eseguire adeguati esami di controllo, come l'amniocentesi, l'ecografia morfologica e periodici esami del sangue, al fine di escludere eventuali malformazioni nel feto od uno stato d'infezione della madre.

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