Gli esami da fare in gravidanza: l'ecografia

Pubblicato il 02/10/2018

ecografia in gravidanza

Le ecografie del primo trimestre di gravidanza

Secondo un'indagine ISTAT ogni donna effettuerebbe circa sei ecografie durante l'arco della gravidanza, ma sono davvero necessarie? Con l'approvazione dei nuovi LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, il Ministero della Salute italiano raccomanda almeno due screening ecografici durante i 9 mesi di gestazione, a carico del SSN. Come sottolinea l'articolo di Dolce Attesa, l'ecografia è uno strumento che offre importanti informazioni circa la salute del feto, oltre che essere per una madre la prima occasione d'incontro con il figlio. Si tratta però di uno strumento che viene spesso sovrastimato.

Indagini di I e II livello

La prima ecografia è sicuramente quella più emozionante per una mamma, poiché rappresenta una sorta di sicurezza "tangibile" di portare in grembo un essere umano. Si raccomanda di effettuarla tra la sesta e la tredicesima settimana di gestazione, in cui si possono osservare le prime sembianze del feto tramite metodo transvaginale. Si tratta di un esame importante perché permette di verificare il corretto annidamento dell'ovulo fecondato nell'utero e di datare la gravidanza con maggior precisione, oltre che la possibile data del parto. A partire dall'11a settimana sarà possibile effettuarla per via addominale. Durante questo periodo uno specialista potrebbe anche prescrivere l'esame della translucenza nucale per avere una stima del rischio che il bambino sia affetto da particolari patologie, come la Sindrome di Down. Nel caso in cui questo fosse elevato la donna può sottoporsi ad esami più invasivi come l'amniocentesi.

L'ecografia del secondo mese di gravidanza dovrebbe essere effettuata tra la diciannovesima e la ventunesima settimana. Questa viene comunemente definita morfologica perché ha la finalità di valutare l'anatomia del feto ed individuarne eventuali anomalie. In questa fase i genitori avranno anche la possibilità di sapere il sesso del nascituro.

L'ecografia del terzo mese si esegue tra la trentesima e la trentaduesima settimana, offerta però gratuitamente solo in presenza di rischi di patologie materne o del nascituro. Questa ha l'obiettivo di evidenziare eventuali anomalie anatomiche tardive, verificare la quantità di liquido amniotico e la posizione della placenta, visualizzare la collocazione del feto e monitorarne la crescita.

La sostanziale differenza tra le indagini di I livello, ovvero le ecografie di screening, e quelle di II è rappresentata dal fatto che nel primo caso si tratta di esami di routine che hanno la possibilità di rilevare solo il 50% delle anomalie fetali, nel secondo invece è possibile effettuare esami specifici in centri specializzati con l'obiettivo di analizzare eventuali fattori di rischio emersi durante le indagini di I livello.

In conclusione un supplemento a fini diagnostici è utile nel caso in cui gli specialisti ritengano necessario doverli effettuare per accertare eventuali fattori di rischio.

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