Iperferritinemia: le cause e come diagnosticarla

Pubblicato il 15/10/2018

iperferritinemia

Cos'è la iperferritinemia?

Si parla di iperferritinemia quando si riscontra un alto livello di ferritina nel sangue. La ferritina è una proteina presente per la maggior parte nelle cellule di tutti gli organismi viventi, dove svolge la sua funzione principale di immagazzinare il ferro, quindi trattenerlo sotto forma di deposito o rilasciarlo in caso di necessità. Una piccola quantità di ferritina misurabile, detta ferritina sierica, è presente anche nel sangue, in proporzione a quella contenuta nei tessuti. I fattori che regolano la presenza di ferritina nel sangue sono la quantità di ferro contenuto nelle cellule e la presenza di uno stato infiammatorio a carico dell'organismo, che induce un aumento dei livelli di tale proteina nei tessuti, indipendentemente dalla concentrazione di ferro nel sangue.

Le cause di iperferritinemia

Un aumento dei livelli di ferritina nel sangue si evidenzia negli stati di sovraccarico di ferro nell'organismo, qualunque ne sia la motivazione, preceduto da un innalzamento della sideremia (ovvero il ferro circolante nel sangue), oppure in presenza di stati infiammatori acuti e cronici, neoplasie o infezioni, situazioni in cui l'incremento di ferritina sierica non è collegato al ferro contenuto nei tessuti. Nei casi di necrosi, la ferritina nelle cellule viene liberata nel sangue, con un conseguente innalzamento dei livelli di ferritina sierica, ma non effettivamente correlato ad un aumento di ferro, condizione tipica di una epatite acuta e cronica. Raramente la regolazione di ferritina risulta anomala per alcuni difetti genetici o alterazioni nella secrezione di ferritina ed anche in questi casi non può essere associato ad un aumento dei livelli di ferro. Si riconoscono due casi differenti: iperferritinemia associata a cataratta precoce e l'iperferritinemia benigna.

Quali esami fare in presenza di una iperfettinemia?


Rilevare i corretti livelli di ferritina nel sangue è possibile grazie a dei semplici test: prima di tutto controllare la percentuale di saturazione di transferrina nel sangue, eventuali valori elevati suggeriscono un'eccessiva presenza di ferro, in secondo luogo verificare la possibile presenza di stati infiammatori cronici e acuti, neoplasie o infezioni grazie a test specifici come il Test Proteina C-Reattiva che rileva i livelli di PCR nel sangue ed, infine, controllare le transaminasi che, se alterate, potrebbero indicare la presenza di una sofferenza epatica dovuta ad un sovraccarico di ferro o un'epatite virale cronica.

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